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Violinista, direttore e compositore. Nacque il 14 dicembre 1900 a Buenos Aires. All’età di 8 anni iniziò i suoi studi musicali al conservatorio Mascagni e successivamente completò il suo percorso al conservatorio Thinaud-Piazzini. Sebbene si avvicinò alla musica studiando il pianoforte, fu il violino lo strumento nel quale si specializzò prima di diventare direttore d’orchestra.

Nel 1918 entrò nella formazione di Carlos Posadas, il quale si esibiva frequentemente nel Teatro Avenida, ed in seguito collaborò con diverse orchestre come quella jazz di Nicolás Verona. Nel 1925 D’Arienzo fece parte della prima orchestra Paramount, patrocinata dalla medesima casa cinematografica, per rallegrare i film muti proiettati nelle proprie sale. In questa orchestra suonarono insieme a D’Arienzo (al violino) altri nomi famosi del mondo del tango: Angel D’Agostino al piano, Alfredo Mazzeo al secondo violino, i fratelli Bianchi ai bandoneones e José Puglisi al contrabbasso. Due anni più tardi, l’orchestra Paramount adottò il nome de “Los ases de tango”, con Luis Viscara al piano, Anselmo Aieta e Navarro ai bandoneones, D’Arienzo e Cuervo ai violini, e Alfredo Corletto al contrabbasso.

Nel 1928 D’Arienzo formò l’orchestra “D’Arienzo-Visca” fino al 1934, anno in cui Visca si ritirò per problemi personali. Da quel momento, e fino al termine della sua carriera, D’Arienzo conobbe un successo intramontabile, venendo riconosciuto come l’indiscusso “Rey del compás”. Nelle diverse orchestre che formò passarono pianisti del calibro di Rodolfo Biagi, Juancito Díaz, César Zagnoli, Juan Polito e Fulvio Salamanca, bandoneonisti come Héctor Varela, Enrique Alessio, Ernesto Franco e Carlos Lázari, violisti come Cayetano Puglisi, Bernardo Weber, Mauricio Mise e Milo Dojman. Molti cantanti passarono sotto la sua direzione: Alberto Echagüe, Armando Laborde, Carlos Dante, Francisco Fiorentino, Héctor Mauré, Mario Bustos e Jorge Valdéz tra i tanti. Come compositore D’Arienzo firmò 43 composizioni, tra le quali si segnalano “El vino triste”, “Paciencia”, “Bien pulenta”, “Chirusa” e “Bailate un tango Ricardo”. Juan D’Arienzo morì a Buenos Aires il 14 gennaio 1976.

(Traduzione dal testo “La historia del tango vol.2” di Roberto Daus)

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