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Charles Romuald Gardés, in arte Carlos Gardel, nacque a Toulouse l’11 dicembre 1890. Questa, almeno, è la versione più accreditata per i suoi natali, quella che sembra affiorare da alcuni documenti che citano l’ospedale Saint Joseph de La Grave come luogo di nascita. In realtà sulle origini di Gardel è ancora scontro di opinioni tra coloro che lo vorrebbero uruguayano di Tacuarembó (nato nel 1893 da un ricco proprietario terriero, tale Carlos Escayola), e chi sostiene l’ipotesi francese. Quel che sembra certo è la sua nascita da una relazione adulterina tra Paul Lasserre e Berthe Gardés, la quale giunse a Buenos Aires con Carlitos, di appena due anni, il 13 marzo 1893 a bordo della nave a vapore Don Pedro. Per inciso, quest’ultimo evento, documentato con certezza, sembra decisamente sostenere l’origine francese di Gardel.

Arrivato con la madre nella capitale argentina, Gardel trova alloggio presso un “conventillo” in Calle Uruguay 162. Quello di abitare in una casa popolare, con spazi ristretti e servizi igienici in comune, era un destino riservato a molti immigranti dell’epoca, i quali disponevano di ben poco denaro. Fu in queste condizioni che Carlitos crebbe, familiarizzando con la vita musicale della città trasmessa dai grammofoni delle case nei pressi del mercato di Abasto. Fu lì che venne soprannominato El Francesito e più tardi, El morocho del Abasto. Nel 1904, mentre si prodiga in qualche lavoretto di bassa manovalanza come macchinista teatrale, termina gli studi al “Colegio San Estanislao” ed ottiene la licenza elementare. E’ probabile che la frequentazione del teatro sia stata per Gardel un’occasione importante per ascoltare grandi lirici come Titta Ruffo e conoscere altri artisti, tra i quali Arturo De Nava, noto cantante e musicista dell’epoca, dal quale avrebbe appreso preziose tecniche di canto e chitarra. Anche se non disponiamo di prove certe, è difficile immaginare Carlitos nei teatri, ma lontano dai caffè dove ogni sera di esibivano le prime formazioni di tango. Fu nel primo decennio del Novecento, infatti, che questo genere musicale conobbe le sue stelle primordiali e le prime incisioni fonografiche, arrivando a permeare l’atmosfera porteña della Buenos Aires dell’epoca. Gardel era quindi consapevole dell’esistenza di questo “nuovo” genere musicale che lo circondava in toto. Tuttavia, per un ragazzo con l’aspirazione a divenire un cantante di professione, altri generi potevano offrirgli maggiori possibilità rispetto al tango-canción, tra questi, la musica popolare o folclorica. Infatti, molte canzoni folcloriche godevano già di un vasto successo tra i circoli ed i comitati politici, specialmente quelli del Partito Autonomista Popular frequentati anche dall’adolescente Gardel; in aggiunta, la musica popolare venne sempre più incorporata nei programmi serali dei varietà in molti teatri della capitale.

In questo scenario storico-culturale e musicale Carlitos forma nel 1911 un duo con il cantante uruguayano José Razzano, e l’anno successivo un trio con l’aggiunta del chitarrista Francisco Martino. Con questa formazione Gardel incide i suoi primi brani di musica popolare (estilos, zambas, cifras, tonadas, milongas, chacareras) per la Casa Taggini. Nel 1913 il cantante Saúl Salinas si aggrega al gruppo per alcune esibizioni nella provincia di Buenos Aires, per abbandonarlo poco dopo. Lo stesso anno, il Terceto Nacional (Razzano-Gardel-Martino) vide la separazione del Martino, così, alla fine del 1913 si forma il Duo Nacional Gardel-Razzano. Lo stesso anno, questa coppia di artisti oramai già noti per le loro qualità canore, si esibirono per la prima volta nel rinomato cabaret Armenoville con un repertorio tutto folclorico. Lo strabiliante successo raccolto al termine di quell’esibizione (si dice che i due artisti vennero portati in trionfo per le strade) spianò la strada ad un futuro di successi per Gardel. Nel 1914 debutta con Razzano al Teatro Nacional de Buenos Aires, nel 1915 si esibisce al Teatro Royal de Montevideo (Uruguay). Sempre nel 1915 viaggia in Brasile, dove conosce il suo idolo Enrico Caruso, ma alla fine dello stesso anno, durante una rissa, viene raggiunto da un proiettile vagante che gli rimarrà nel polmone sinistro per tutta la vita. Una volta ristabilitosi, le successive esibizioni nei diversi varietà del 1916, e le prime incisioni del 1917 per la casa discografica Glücksmann (rappresentante dell’etichetta Odeón) consolidarono definitivamente la figura di Carlitos tra gli astri nascenti della musica popolare argentina. In quel periodo conobbe Isabel del Valle, una quattordicenne che divenne la sua fidanzata ufficiale ma che non sposerà mai, intrattenendo invece relazioni più o meno clandestine dentro e fuori l’Argentina.

Le capacità istrioniche permisero a Gardel di essere scritturato anche per il cinema. Sempre nel 1917 fu infatti contrattato per il film Flor de durazno, pellicola diretta da Defilippis Novoa e prodotta da Patria Film, dove interpretò un robusto gaucho nel tipico stile criollo allora in voga (all’epoca delle riprese Gardel pesava 120 kg per 171 cm di altezza). Questa esperienza portò il volto di Gardel oltre i confini nazionali, verso il Brasile, il Cile e soprattutto l’Uruguay.

Per il momento, il tango ancora non offriva il giusto supporto ad un talento canoro come Carlos Gardel, poiché, per quanto fosse stato importante il contributo di un grande come Angel Villoldo, ed altri con lui, una vera tradizione di tango cantato non si era ancora consolidata. La svolta, sia per Gardel, che per il tango-canción avvenne nel gennaio-febbraio 1917, quando il Duo Nacional incontrò Pascual Contursi. Costui aveva scritto il testo per il tango “Lita” di Samuel Castriota e lo presentò ai due artisti. Gardel ne rimase entusiasta, tanto che cantò questo brano in lunfardo qualche mese più tardi nel Teatro Empire, tra il luglio e il settembre del 1917, con il titolo Mi noche triste. Agli inizi del 1918 venne pubblicato il disco con questo brano ed il successo fu subito clamoroso. Questo episodio viene da molti indicato come l’anno zero del tango-canción. La maggior fama che ne derivò, portò il duo Gardel-Razzano ad una vita agiata fatta di serate in allegra compagnia ai caffè e di domeniche passate all’ippodromo di Palermo.

Negli stessi anni, il tango stava prendendo forma e struttura attraverso le prime Orquestas Típicas della cosiddetta “Guardia Nueva”. Lo stile musicale si andava perfezionando e la componente strumentale di molti brani necessitò di un consolidamento del canto come elemento complementare essenziale. In questo contesto, Gardel seppe adattare il proprio talento canoro a questa nuova realtà culturale, cosa che non riuscì invece a Razzano con la stessa efficacia.

A partire dal 1919 e per tutta la decade successiva, autorevoli parolieri come Celedonio Flores, Francisco García Jiménez, Samuel Linnig e lo stesso Pascual Contursi, arricchirono il repertorio dei tanghi cantati e fecero la fortuna del Duo Nacional, almeno fino al 1925, anno in cui Razzano si allontanò dalle scene per un problema di salute alla gola. Prima del ’25 i due artisti fecero comunque in tempo per estendere la propria fama oltre oceano, con esibizioni e tournée a Madrid (debutto il 10 dicembre 1923 nel Teatro Apolo con la compagnia teatrale Rivera-De Rosas) e Toulouse (inizi del 1924). In quest’ultima occasione, Gardel ebbe la possibilità di rivedere sua madre, nel frattempo ritornata in Francia a casa di suo fratello Jean Gardés. Sempre nel 1924, di ritorno dall’Europa, il Duo debuttò su Radio LOW Gran Splendid (30 settembre) e confezionò diverse incisioni con le orchestre di Francisco Canaro e Osvaldo Fresedo.

Terminata la collaborazione artistica con José Razzano, che però continuerà ad amministrare i beni di Gardel, la stella del tango-canción continuò la sua carriera come solista, debuttando il 5 novembre 1925 al Teatro Goya di Barcellona ed incidendo a Buenos Aires la sua prima canzone con il nuovo sistema di registrazione elettrico (il brano fu il pasodoble Puñadito de sal prodotto l’8 novembre 1925). Negli anni a venire continua le sue tournée in giro per il mondo: Spagna (novembre 1927, debutto su Radio Catalana e Teatro Principal Palace di Barcellona, seguiti da esibizioni a Madrid e nei Paesi Baschi), Montevideo e poi Francia (30 settembre 1928, debutto con il chitarrista uruguayano José María Aguilar al Teatro Fémina di Parigi ed al cabaret Florida il mese successivo), Italia (breve tournée nel gennaio 1929) e di nuovo Francia (dal 5 febbraio ’29 visita Montecarlo, Cannes e si esibisce all’Opera di Parigi ed al Teatro Empire) e Spagna. Dalla metà del 1929 lo ritroviamo a Buenos Aires pieno di gloria, oramai eletto a divo di portata mondiale. I suoi successi continuarono anche grazie al cinema sonoro, al quale Gardel partecipò nel 1930 con quindici cortometraggi (dei quali solo undici sopravvissuti fino ai giorni nostri) sotto la direzione artistica di Eduardo Morera, con l’accompagnamento dei chitarristi Barbieri e Riverol e dell’Orchestra di Francisco Canaro.

L’anno seguente, il 1931, Gardel tornò nuovamente in Europa, questa volta senza Barbieri e Riverol, per girare a Parigi il film della Paramount Luces de Buenos Aires, proseguendo fino ad agosto del 1932 le sue performance in Costa Azzurra (ad esempio a Nizza presso il Palais de la Mediterranée), Italia, Londra, Parigi, Vienna, Berlino e Barcellona. Durante la sua permanenza in terra francese conobbe il celebre attore Charles Chaplin, con il quale strinse una buona amicizia, e promosse l’Orquesta di Julio De Caro. Sempre di questi anni è la collaborazione di Carlitos con Alfredo Le Pera, che diede vita a numerosi brani di successo come Melodía de arrabalMe da pena confesarloSilencio, ecc.

Nel 1933 tornò di nuovo in Argentina unendosi con i chitarristi Barbieri, Riverol, Vivas e Pettorossi, dando vita alle sue ultime apparizioni dal vivo. Il 6 novembre dello stesso anno registra il suo ultimo brano, Madame Yvonne di Eduardo Pereyra e Enrique Cadícamo. Il giorno successivo Carlos Gardel lasciò per sempre l’Argentina per andare nuovamente in Europa (Parigi e Barcellona) e da lì negli Stati Uniti dove debutterà il 31 dicembre del ’33 come protagonista di trasmissioni radiofoniche per la Nacional Broadcasting Company (NBC) di New York. Il successo di questa collaborazione favorì Gardel nella realizzazione e promozione dei successivi film prodotti dalla Paramount negli studi di Long Island (Cuesta abajo, Mi Buenos Aires querido, Tango en Broadway e Cazadores de estrellas)Ancora nel 1935 è protagonista dei film El día que me quieras e Tango Bar dove canta i suoi brani più celebri.

Nell’aprile del 1935, oramai elevato a divo del cinema e della canzone, Carlos Gardel si preparò per una nuova tournée, avendo in programma esibizioni a Puerto Rico, Venezuela, Colombia, Aruba, Curaçao, Colombia, Panamá, Cuba e Messico. Il 24 giugno 1935, all’aeroporto di Medellín, in Colombia, l’aereo nel quale viaggiavano lo stesso Gardel con Guillermo Barbieri, Angel Domingo Riverol e Alfredo Le Pera, mentre si prepara a decollare si scontrò con un altro aereo fermo nella pista con i motori accesi. Carlos Gardel muore carbonizzato e con lui perdono la vita i suoi compagni. Dopo otto mesi la salma venne rimpatriata a Buenos Aires dove vi furono solenni funerali di Stato degni di un regnante.

Un tragico evento spezzò, dunque, la carriera in continua ascesa di un mito del tango e della musica popolare argentina di tutti i tempi. A 44 anni, nel pieno dei suoi successi, Carlos Gardel viene cristallizzato nella memoria collettiva e diventa leggenda. Aníbal Troilo ebbe ad identificare il tango stesso con la figura di Gardel, ed ancora oggi l’aura del Morocho del Abasto risplende nell’empireo dei grandi del tango…per molti, il più grande tra i grandi.

Fonti consultate:

  1. TodoTango
  2. Esteban JC, Ruffié de Saint-Blancat M, Galopa G (2006). Carlos Gardel – sus antecedentes franceses. Ed. Corregidor, Buenos Aires, 253 pp.
  3. Daus R. La historia del Tango – Vol. 1, pag. 18.
  4. Gardel, la biografía (Sito Web)
  5. Carlos Gardel, Biografia. A cura della Biblioteca del Museo Casa Carlos Gardel, Buenos Aires.
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