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L’Orquesta Típica Victor è l’esempio più emblematico nella storia del tango di una formazione creata ad hoc per eseguire solamente incisioni in studio, più precisamente per la casa discografica Victor, dalla quale prende il nome. Per la particolarità del progetto potremmo associare questo conjunto ad un odierno “Dream Team”. Il 9 novembre 1925 venne realizzato il primo disco, contenente i brani Olvido Sarandí, e questa data coincide, pertanto, con l’inizio della storia biografica della Típica Victor, che mai si esibì dal vivo nei caffè o nei cabaret rioplatensi.

A capo della direzione artistica venne chiamato Adolfo Carabelli, pianista di estrazione classica che aveva perfezionato gli studi durante la metà degli anni 10 a Bologna, per poi tornare in Argentina allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Quando Carabelli venne scritturato dalla Victor per dirigere l’omonima orchestra, poteva già contare su un decennio di esperienza, sia nella musica classica (con il Trio Argentina), che nel jazz (River Jazz Band). Il neo direttore, nel 1925, assemblò una formazione chiamando a sé i bandoneonisti Luis Petruccelli, Nicolás Primiani e Ciriaco Ortiz, ai quali aggiunse i violinisti Manlio Francia, Agesilao Ferrazzano ed Eugenio Romano, il pianista Vicente Gorrese ed il contrabbassista Humberto Costanzo. Tre anni più tardi, l’8 ottobre 1928 debuttò il primo estribillista, del quale però non si conosce il nome, nell’incisione del tango Piba. Questo non fu l’unico caso di anonimato nel tango, poiché le etichette dei dischi dell’epoca spesso riportavano solo la dicitura “con estribillo”, senza indicare il nome del cantante. Il 17 dicembre del 1929 debuttò il primo estribillista ufficiale della Típica Victor, Roberto Diaz, registrando il brano Mama yo quiero un novio. A lui fecero seguito molti altri cantanti, ma una sola voce femminile, quella di Lita Morales.

La Típica Victor cambiò spesso i propri componenti, essendo, di fatto, un conjunto commerciale. Tra le sue fila passarono grandi interpreti della musica popolare, tra i quali: Cayetano Puglisi, Federico Scorticati, Pedro Laurenz, Carlos Marcucci e Aníbal Troilo (bandoneones); Elvino Vardaro, Antonio Buglione, Nicolás Di Masi, Eduardo Armani ed Eugenio Nobile (violini); Orlando Carabelli e Nerón Ferrazzano (contrabbasso); Carlos Lafuente, Ernesto Famá, Alberto Gómez, Teófilo Ibáñez, Angel Vargas, Principe Azul, Francisco Fiorentino e Charlo (voce). ANche la direzione passò attraverso diverse mani, da quelle di Luis Petruccelli a Federico Scorticati (1936) e Mario Maurano (1943).

Il successo commerciale della Típica Victor convinse i dirigenti della casa discografica a lanciare progetti paralleli per soddisfare la crescente domanda musicale. Per questo motivo nacquero realtà come l’Orquesta Victor Popular, la Orquesta Típica Los Provincianos, diretta da Ciriaco Ortiz, la Orquesta Radio Victor Argentina, diretta da Mario Maurano, la Orquesta Argentina Victor, la Orquesta Victor Internacional, il Cuarteto Victor, formato da Cayetano Puglisi, Antonio Rossi (violini), Ciriaco Ortiz e Francisco Pracánico (bandoneones) ed infine l’eccellente Trío Victor, costituito dal violinista Elvino Vardaro con i chitarristi Oscar Alemán e Gastón Bueno Lobo.

Il 9 maggio 1944, negli studi di registrazione Victor di Buenos Aires, vennero realizzate le ultime due incisioni con la denominazione “Orquesta Típica Victor”. Furono due vals, Uno que ha sido marino (di Ulloa Díaz) ed il popolare Sobre las olas (di Juventino Rosas), entrambi cantanti dal duo Jaime Moreno e Lito Bayardo.

La decisione di porre fine al progetto Típica Victor coincise, non a caso, con il momento più aureo nella storia del tango, nel mezzo di quella Epoca de Oro dove ogni giorno vedeva il nascere di una nuova orchestra. L’etichetta Victor poteva già contare sulle vendite delle più autorevoli formazioni di successo degli anni 40 (Di Sarli, D’Arienzo, Troilo, ecc.), pertanto non vi era più necessità di una orchestra legata al nome stesso della casa discografica. L’epoca della Típica Victor era terminata, ma il fedele riflesso di un’epoca importante per il tango ancora è vivo e si può ascoltare ogni giorno nelle milonghe di tutto il mondo.

Fonti consultate:

  1. Todo Tango – Semblanza de la Orquesta Típica Victor
  2. Roberto Daus – La historia del Tango, Vol. 1
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