Tag

,

Immagine correlata

Miguel Caló fu un musicista di formazione teorica, bandoneonista, direttore e compositore. Nacque a Buenos Aires il 28 ottobre 1907 e nel 1923 iniziò a studiare violino, per passare quasi subito al bandoneón, lo strumento che lo accompagnò per tutta la vita. Nel 1924 debuttò nel Cine Independencia dove si esibì per circa un anno. Nel 1926 venne inserito nell’orchestra di Osvaldo Fresedo e l’anno seguente integrò la formazione del pianista e direttore Francisco Pracánico.L’impresario Clemente Lococo lo convinse nel 1928 a formare una propria orchestra, idea che abbandonò presto, per inserirsi nella formazione del poeta e direttore Cátulo Castillo, con il quale realizzò tre mesi di tournée in Spagna. Al termine di questa esperienza rientrò a Buenos Aires dove riprese in mano l’idea di un proprio conjunto insieme a Domingo Cuestas (bandoneón, Domingo Varela Conte, Hugo Gutiérrez e Enrique Valtri ai violini, Enzo Ricci al contrabbasso e Luis Brighenti al pianoforte. Con questa orchestra si esibì al Cine Regio ed in alcune trasmissioni radiofoniche, prima di ricevere una proposta da Osvaldo Fresedo per unirsi nuovamente alla sua orchestra e realizzare un tour negli Stati Uniti. Nel 1931 rientrò ancora a Buenos Aires davanti ai microfoni di Radio Splendid con Raúl Kalpun al violino, Miguel Nijenshon al pianoforte e la voce di Carlos Dante. Nel 1932, nel ruolo di direttore incise i suoi primi brani per l’etichetta Splendid: Milonga porteña (scritta dallo stesso Caló) e Amarguras, entrambi con la voce di Román Prince.

Sebbene cresciuto musicalmente alla scuola di Osvaldo Fresedo, Caló incorporò nella sua orchestra una serie di giovani musicisti talentuosi che costituirono la famosa “generación del cuarenta”. Nel 1940 raggiunse l’apice del successo dopo aver maturato un equilibrio sonoro grazie anche alle precedenti esperienze ed al supporto dei suoi compagni di orchestra. L’alta considerazione musicale che gli derivò può essere espressa con l’epiteto di “Orquesta de Las Estrellas” che il mondo del tango attribuì al suo conjunto in quegli anni. Partecipanti, in diversi momenti, di questa mirabolante formazione furono i pianisti Héctor Stamponi e Osmar Maderna, i bandoneonisti Domingo Federico, Julio Ahumada, José Cambareri, Antonio Rios, Felipe Ricciardi, Armando Pontier, Carlos Lázzari, Alberto San Miguel, Eduardo Rovira, i violinisti Enrique Mario Francini, Aquiles Aguilar, Angel Bodas, Haroldo Gessaghi, Mario Lalli, il contrabbassista Ariel Pedernera e le voci di Raúl Berón, Alberto Podestá, Jorge Ortíz e Raul Iriarte. Anche altri grandi nomi del tango passarono attraverso la direzione del maestro Caló, tra i quali ricordiamo Orlando Goñi, Osvaldo Pugliese, Antonio Rodio, Julián Plaza e León Lipesker.

Nel 1961, Miguel Caló si ripropose alla direzione di una orchestra di memoria evocativa della Epoca de Oro, ricostituendo parte della famosa “Orquesta de Las Estrellas” e dando il via ad un ciclo di successi davanti ai microfoni di Radio El Mundo e per l’etichetta Odeón (12 temi incisi nel 1963). Della sua opera si possono ricordare alcuni brani che hanno avuto un profondo impatto popolare, tra i quali Que falta que me hacesDos fracasosComo le digo a la vieja. Miguel Caló morì nella sua città natale, Buenos Aires, il 24 maggio 1972.

Fonti consultate:

  1. Roberto Daus. La historia del Tango Vol.1.
  2. Todo Tango. Semblanza de Miguel Caló por Ricardo García Blaya.
  3. Tango, Radio y más historias. Biografia de Miguel Caló por Hector Palazzo.
  4. El Litoral. Miguel Caló y la Orquesta de Las Estrellas
Annunci