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Nella storia artistica di Miguel Caló si possono distinguere due tappe principali, ben distinte, che rivelano la sua evoluzione musicale e le grandi doti da direttore d’orchestra. Il suo processo di maturazione iniziò alla fine degli anni ’20, per consolidarsi nella decade successiva. La prima tappa iniziò con l’orchestra che il maestro diresse a partire dal 1934; gli esperimenti precedenti a questa data lasciarono, di fatto, un segno debole nella maturazione stilistica di Caló. Lo stile che impresse, invece, alle sue esecuzioni dalla metà degli anni ’30 fu molto vicino a quello di Osvaldo Fresedo, con delle sonorità prossime a quelle di Carlos Di Sarli.

L’orchestra del 1934 contava sul pianoforte di Miguel Nijensohn, un grande artista che lasciò un’impronta indelebile nello stile di Caló, anche negli altri conjuntos che il maestro formò dagli anni ’40. In effetti, il pianoforte rappresentò per Caló lo strumento ideale per imprimere alle frasi musicali quel ritmo e quella cadenza tanto amata dai ballerini dell’epoca. Dopo le esperienze di Juan D’Arienzo e Julio De Caro, gli anni ’40 rappresentarono, stilisticamente, l’equilibrio tra queste due forme di suonare tango; Miguel Caló si inserisce proprio in tale contesto, aggiungendo una qualità sopraffina al cantato attraverso grandi interpreti vocali (da Carlos Dante in avanti). Quest’ultimo aspetto soffriva ancora della perdita di una grande voce, quella di Gardel, ed il tango rimase acefalo per diversi anni dopo la sua scomparsa.

Di seguito uno dei primi brani incisi da Caló (Milonga porteña, 1932), dove si può ascoltare un approccio ritmico, sebbene più compassato, che ricorda il marcato in 4 staccato di D’Arienzo, confrontato con un tema del 1934, Allà en el cielo, il primo scritto dallo stesso Caló, che richiama invece uno stile più vicino a quello di Osvaldo Fresedo.

Orquesta Típica Miguel Caló con Román Prince – Milonga porteña (1932)

Orquesta Típica Miguel Caló con Carlos Dante – Allá en el cielo (1934)

Fu proprio a partire dagli anni ’40, con la partecipazione di grandi voci e grandi musicisti che iniziò la seconda tappa evolutiva di Miguel Caló, che può essere fatta coincidere con la nascita della Orquesta de Las Estrellas. I temi proposti da questa orchestra si prestano tanto al ballo, quanto all’ascolto, a testimonianza di uno sviluppo musicale complesso e ricercato. Le voci dominanti furono quelle di Alberto Podestá (all’apogeo della sua giovinezza), Raúl Iriarte (cantante “inventato” dallo stesso Caló e Mario Francini) e Raúl Berón. La Orquesta de Las Estrellas è la testimonianza tangibile del processo di maturazione dello stile di Caló, il quale unisce il tango tradizionale alle innovazioni della Epoca de Oro. Ascoltiamo di seguito tre brani di successo cantati dalle voci sopra citate.

Miguel Caló y La Orquesta de Las Estrellas con Alberto Podestá – Bajo un cielo de estrellas (1941)

Miguel Caló y La Orquesta de Las Estrellas con Raúl Berón- Al compás del corazón (1942)

Miguel Caló y La Orquesta de Las Estrellas con Raúl Iriarte – Cada día te extraño más (1943)

Senza contrastare in modo stridente i diversi strumenti, Caló propose brani dove la presenza “distaccata” dei violini ben si sposò con una linea ritmica di bandoneónes ed un pianoforte, spettacolare, suonato da Osmar Maderna (il primo anno di formazione dell’orchestra) e, successivamente, da Miguel Nijensohn (di ritorno dopo l’esperienza del 1934). Osmar Maderna fu anche arrangiatore di Caló, ed impresse uno stile ben marcato con la partecipazione del registro acuto del pianoforte nel marcato ritmico (marcazione aperta), impronta che oggi definiremo di stile “chopiniana”. Allo stesso modo, sono ricche le variazioni melodiche espresse attraverso “soli” di violini e bandoenónes, peculiari per tessitura, come per le altri orchestre dell’epoca. Un esempio è rappresentato dal tango Elegante papirusa scritto da Tito Roccatagliata nel 1942, di seguito nella versione del 1966.

Miguel Caló y su Orquesta – Elegante papirusa (versione del 1966)

L’orchestra di Miguel Caló sarà ricordata per l’esecuzione del miglior tango, a detta di molti, che trascende il tempo e che oggi viene evocato da una miriade di ballerini come summa artistica ed interpretativa della Epoca de Oro: il tema Sans Souci di Enrique Delfino.

Miguel Caló y La Orquesta de Las Estrellas – Sans Souci (1944)

Fonti consultate:

  1. Todo Tango – Miguel Caló – Semblanza por Ricardo García Blaya
  2. Buenos Aires Tanguera – Creadores de estilos orquestales
  3. El Litoral – Miguel Caló y la Orquesta de Las Estrellas
  4. Arcangel Pascual Vardaro (2011) – El Tango en la Decada Del 50 y otras cosas más.
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