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Scopriamo chi fu Miguel Caló, geniale maestro che seppe raccogliere il meglio della gioventù musicale degli anni ’40 e formare l’unica Orquesta de Las Estrellas conosciuta nel tango. Della personalità del maestro si può intuire qualcosa attraverso le parole di chi ha lavorato con lui, e tramite qualche aneddoto che ci svela retroscena curiosi sulle dinamiche che coinvolgevano le orchestre dell’epoca. In questo articolo sono raccolte testimonianze e piccoli racconti relativi al periodo della Orquesta de Las Estrellas, durante gli anni di maggior successo di Miguel Caló.

Il primo maestro. Dalle biografie di Caló si sa che il suo primo maestro di bandoneón fu un macellaio che conosceva a malapena i rudimenti dello strumento. Per nulla ortodosso, questo personaggio insegnò a Miguel Caló ad eseguire i primi pezzi solamente “ad orecchio”, visto che non capiva un’acca di quelle “formichine nere” che penzolavano da cinque fili tesi da un capo all’altro di un foglio.

L’aneddoto di Raúl Berón. Nel 1939 Armando Pontier presentò Raúl Berón al maestro Caló. Questo cantante, e suo fratello José, si dedicavano essenzialmente al folklore, e per di più Raúl Berón conosceva soltanto alcune strofe di qualche tango. Durante il primo incontro il maestro disse a Pontier “Dígale a su amigo que siga cantando chacareras en Achalay. Yo necesito un cantor de tangos, no un folclorista”.  Osmar Maderna, pianista e musicista di spicco dell’orchestra, nonché animo sottile e accorto, convinse Caló a dare un’opportunità a Berón. Avendo in gran considerazione l’opinione di Maderna, il maestro Calò portò Berón al proprio cabaret, il Singapur, perché prendesse dimestichezza con la musica della sua orchestra. Dopo aver approntato un repertorio, il cantante seguì il maestro nelle esecuzioni radiofoniche. Purtroppo successe che il cantante non piacque ai dirigenti dell’emittente che consigliarono a Caló di disfarsene. Con gran dispiacere, questi comunica a Berón che il loro rapporto sarebbe cessato a fine mese. Nel contempo, vien messo in vendita il primo disco di Raúl Berón, inciso con l’orchestra, il tango Al compás del corazón di Domingo Federico e Homero Expósito. Il successo fu strepitoso al punto che gli stessi dirigenti che avevano criticato il cantante, in modo negativo, si congratulatorono col maestro Caló per la sua scelta e riconobbero il loro errore. Questo fece sì che non si perdesse una delle voci più importanti del tango e, senza dubbio, il migliore che ebbe l’orchestra.

Come nacque Al compás del corazón? Racconta Domingo Serafín Federico che durante una lezione di laboratorio, essendo lui studente di medicina, si trovò di fronte alla dissezione di una rana, con lo scopo di farne pulsare il cuore mediante impulsi elettrici. Il ritmo sistolico e diastolico gli suggerì immediatamente una melodia. Federico condivise immediatamente questa intuizione per telefono con il poeta Homero Expósito. Nacque così Al compás del corazón, inciso per la prima volta da Miguel Caló con la voce di Raúl Berón.

Il cantante misterioso. Per l’orchestra di Miguel Caló passò fugacemente il cantante Felix Ocampo, il quale non ebbe possibilità di incidere alcun brano tra quelli prodotti dal maestro Caló. Il vero nome di questo misterioso cantante è Felix Nebbia, il padre del popolare Litto Nebbia (Félix Francisco Nebbia Corbacho), rinomato cantante e compositore di rock argentino.

In prigione senza passare dal VIA. Attratti da una proposta di lavoro allettante, Miguel Caló e la sua orchestra organizzarono un viaggio a New York. Purtroppo, le rosee aspettative dei musicisti vennero rimpiazzate da un soggiorno presso la prigione di Coney Island per sospetta irregolarità dei documenti di viaggio. L’intervento del console argentino a New York pose fine all’infelice vicenda.

Il ricordo di Alberto Podestá. “Roberto Caló, me hizo el puente para que cante en la orquesta de su hermano Miguel, en la cual estaban las más promisorias figuras de la nueva camada de nuestra música ciudadana. Pero de ellos hubo dos que destacaré, ya que con el correr del tiempo se transformarían en mis hermanos de vida: Armando Pontier y Enrique Mario Francini.
Las cuatro primeras obras que grabé con Miguel Caló lo hice con el nombre de Juan Carlos Morel, ya que había otros cantores con el apellido Podestá, que es el de mi madre, Caló no quiso entrar en competencia de apellidos. Actuaba en el cabaret Singapur, ubicado en Corrientes y Montevideo. Yo vivía en la calle Piedras casi esquina Alsina. Entre uno y otro lugar los primeros viajes los hacía en tranvía. Luego que comencé a ganar las primeras “rupias” lo hice en taxi.”

“Con Enrique Francini y Armando Pontier nos conocimos de chicos. Muchas cosas pasaron entre nosotros, muchas anécdotas hubo entre los tres. Voy a citar dos que demuestran muy a las claras la amistad que había entra nosotros. Un domingo discutieron Maderna y Caló, casi se van a las manos. De esa discusión surgieron dos orquestas, ya que Maderna decidió irse y formar la suya. Armando y Enrique tenían pensado independizarse de Miguel en diciembre o, a lo sumo, luego de los carnavales del siguiente año. Pero en vista de eso le dijeron a Miguel que ellos también se iban, que él formara la orquesta con nuevos elementos. El proceder de Caló fue diametralmente disímil ya que los felicitó y les dijo que lo que necesitaran para la nueva orquesta como plata u otra cosa, que contaran con él. Eso demostró la bondad de Enrique y Armando ya que le allanaron un problema a Caló.”

La voce del Maestro. Riporto le parole di Miguel Caló registrate durante una sessione radiofonica della cilena Radio Mineira nel 1965. La qualità non è eccellente, ma è una testimonianza preziosa della voce diretta del maestro. In fondo all’articolo altri 3 link ad altrettante testimonianze audio sulla biografia di Caló che possono fornirne un quadro ancor più ampio della personalità.

Fonti consultate:

  1. Todo Tango – Semblanza de Miguel Caló por Ricardo García Blaya
  2. Clarin.com – Cantar los 40: el exquisito arte de Raúl Berón a 20 años de su muerte
  3. Terapiatanguera.com.ar – Perlitas tangueras II Recopiladas por Tino Diez
  4. Jaime Andrés Monsalve (2006). El tango en sus propias palabras. Icono Editorial Ltda
  5. Yatasto.com – Tango y Canción: Los recuerdos de Alberto Podestá
  6. Miguel Caló en Espacio de Tango en Radio (Biografia audio)

  7. Adolfo Cabrices – Hablando de Miguel Caló (Video intervista)
  8. Miguel Caló – Biografía por Miguel Ángel Caballini (Video intervista)
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