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Dopo l’irruzione del ritmo audace e vertiginoso di Juan D’Arienzo, la decade del ’40 si aprì con una pletora di orchestre e cantanti concentrati a produrre musica per ballare, rianimando i locali e coinvolgendo tutte le generazioni di ballerini. L’orchestra di Alfredo De Angelis si pose in questo contesto come una delle formazioni più efficaci nel favorire il rinascimento del “dos por cuatro”, dedicandosi ad enfatizzare l’accento delle proprie interpretazioni musicali verso il ballo.

Il tango “popolare” proposto da De Angelis conobbe un grande successo tra la gente, eppure venne stigmatizzato dalla élite intellettuale dell’epoca, che etichettò l’orchestra di De Angelis come “calesita”, carente di creatività e adatta solo per fare musica da sala. Tale aggettivo potrebbe far riferimento al modo ordinato con il quale i ballerini giravano in pista sulle note del maestro, come pure alla musica facile e routinaria proposta che, secondo la stessa élite, richiamava l’andamento elementare e ripetuto di un carosello.

In realtà De Angelis sviluppò una musica ricca di bellezza, frutto di un lavoro armonioso e sincronizzato, dal quale scaturì un tango pulito e semplice raggiunto attraverso una manipolazione efficace del marcato ritmico e molto rispettoso della componente melodica, così come della brillantezza del cantante di turno. Le interpretazioni di De Angelis si riconoscono per un uso lineare del marcato in 4, spesso staccato, con un tempo fisso, salvo nel finale dove spesso il maestro amò dar lustro al cantante (o al duo) con un evidente diminuendo (ad esempio, Pregonera Oro muerto).

La componente melodica strumentale è spesso dominata dai violini, ai quali spetta il ruolo di voce principale, seguiti dai banoneónes o dal piano suonato dallo stesso De Angelis in melodie secondarie o contrappunti. Anche le variazioni sono spesso a carico dei violini e sono un marchio evidente nello stile di De Angelis, utili come elemento per riconoscere l’orchestra. Due esempi di ascolto potrebbero essere Mi dolor El choclo. Nel primo, violini e bandoneónes giocano nel rincorrersi attraverso la stessa melodia; anche il pianoforte si esibisce in un contrappunto tra registro grave e acuto, infine una variazione melodica di violini chiude il pezzo. Nel secondo brano si ascoltano, in sequenza, due variazioni di bandoneónes sulla melodia principale all’apertura (la seconda seguita da una melodia secondaria di violini), una successiva variazione seguita da una breve variazione di pianoforte, ed in chiusura di brano ancora una variazione brillante di pianoforte che precede quella meravigliosa di violini.

Orquesta Típica Alfredo De Angelis – Mi dolor (1957)

Orquesta Típica Alfredo De Angelis – El choclo (1952)

Il cantato è un ulteriore elemento dominante; De Angelis ebbe il merito di scritturare sempre grandi voci di successo, che lasciarono un’impronta inequivocabile in molti brani del maestro. Inoltre la sua orchestra fu la prima ad introdurre con regolarità i duetti, facendone di fatto un marchio di fabbrica. Il ruolo delle due voci, distinte per tonalità, varia tra duetti sulla stessa frase melodica e contrappunti. Di seguito ascoltiamo i tanghi Pregonera Pastora dove Carlos Dante e Julio Martel danno prova del loro virtuosismo vocale scalando il pentagramma.

Orquesta Típica Alfredo De Angelis con Carlos Dante y Julio Martel – Pregonera (1945)

Orquesta Típica Alfredo De Angelis con Carlos Dante y Julio Martel – Pastora (1948)

La stessa coppia si esibisce in un talentuoso Soñar y nada más, vals del 1944, e dimostra abilità tecnica anche in Flores del alma dove la seconda voce è spesso di “terza” o di “quinta” sopra, utilizzata per armonizzare la melodia principale. Carlos Dante si esibì anche in altri duetti di successo, dove riuscì a fondere il proprio timbro con quello di altri grandi interpreti. Un esempio è il vals Como las margaritas, dove si possono ascoltare molte informazioni melodiche citate in precedenza (il duetto è con Oscar Larroca).

Orquesta Típica Alfredo De Angelis con Carlos Dante y Julio Martel – Soñar y nada más (1944)

Orquesta Típica Alfredo De Angelis con Carlos Dante y Julio Martel – Flores del alma (1947)

Orquesta Típica Alfredo De Angelis con Carlos Dante y Oscar Larroca – Como las margaritas (1952)

Alfredo De Angelis non ebbe una impronta stilistica dirompente nel tango, come ad esempio, Aníbal Troilo o Osvaldo Pugliese, eppure la sua orchestra ebbe un riconoscimento popolare grandissimo, anche grazie al fatto che il modello di musica proposto fu sempre all’interno dei canoni tradizionali più amati dai ballerini. La dimostrazione di questo è riscontrabile nella quantità di dischi di successo incisi e nella trasmissione radiofonica “Glostora Tango Club” molto amata dalla gente dell’epoca.

Fonti consultate:

  1. Todo Tango – Semblanza de Alfredo De Angelis
  2. El Littoral – Alfredo de Angelis, ¿popular o populista? (a firma di Manuel Adet)
  3. Arcangel Pascual Vardaro (2011) – El Tango en la Decada Del 50 y otras cosas más. Ed. Lulu.com
  4. Isabel De Angelis (2004) – El Tango Club: Alfredo De Angelis, el fenómeno social. Ed. Corregidor.
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