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Pianista, direttore e compositore, Rodolfo Biagi nacque a Buenos Aires, nel quartiere di San Telmo, il 14 marzo 1906. Terminati gli studi primari, decise di dedicare la sua vita alla musica, in particolare al violino. I genitori, contrari a tale iniziativa, gli proposero un patto: l’acquisto dello strumento in cambio della sua continuazione negli studi con l’iscrizione alla Escuela Normal de Profesores Mariano Acosta. Rodolfo, scelse di iscriversi al conservatorio de La Prensa, dove scoprì la sua vera vocazione, il pianoforte.

Presso il conservatorio della Iglesia Anglicana, Rodolfo Biagi ampliò le proprie conoscenze musicali, mettendole in pratica già dall’età di 13 anni presso il cinema Colón della Avenida Entre Ríos, come pianista durante le proiezioni dei film muti dell’epoca; tutto questo sempre in contrasto con il volere dei genitori. Eppure tale esperienza fruttò a Rodolfo una preziosa esperienza, e la fortuna di incontrare il leggendario Juan Maglio “Pacho”, il quale, frequentando la sala cinematografica rimase estasiato dalla capacità del giovane Biagi, al punto da volerlo incorporare come pianista della propria orchestra. Nel 1921, all’età di 15 anni, Biagi iniziò formalmente la sua esperienza con il mondo del tango, senza però rinunciare a completare i propri studi magistrali. Successivamente si unì all’orchestra del bandoneonista Miguel Orlando, esibendosi nel cabaret Maipú Pigall.

Una sera del 1930, José Razzano si recò al cabaret dove lavorava Biagi e dopo averlo ascoltato gli propose di accompagnarlo al pianoforte in alcune incisioni con Carlos Gardel ed il violinista Antonio Rodio. Fu così che il 1 aprile dello stesso anno, Biagi registrò i tanghi Viejo smokingBuenos AiresAquellas farras, il foxtrot Yo seré para ti, tu serás para mí ed il vals Aromas de El Cairo accompagnando il celebre Zorzal, Rodio ed i chitarristi Aguilar, Barbieri e Riverol. In seguito Gardel invitò lo stesso Biagi a partecipare ad un tour in Spagna, invito che il pianista declinò.

Fu così che iniziò la sua collaborazione con l’orchestra di Juan Bautista Guido e nel 1933 divenne membro di quella di Juan Canaro, dove incontrò Juan Carlos Thorry con il quale compose il tango Indiferencia. Durante l’esperienza con Juan Canaro viaggiò in Brasile per un tour. Al suo ritorno, Biagi lasciò l’orchestra e rimase inattivo per un certo periodo.

Alla metà degli anni ’30 Rodolfo Biagi fu un abituale cliente del cabaret Chantecler dove era solito esibirsi il suo amico Juan D’Arienzo. Una sera del 1935, dopo l’ennesimo ritardo del pianista Luis Visca, D’Arienzo decise di rimpiazzare l’indisciplinato musicista proponendo a Biagi di unirsi alla sua orchestra. L’unione artistica tra i due si trasformò in un punto di svolta nella storia del tango. Attraverso il nervoso e ritmico stile di Biagi, l’orchestra di Juan D’Arienzo si impose nel panorama musicale rioplatense, rivoluzionando il genere musicale del tango e capovolgendo le mode imposte negli anni ’20. Il risultato fu un ritorno massiccio dei ballerini in pista, un risveglio di interesse generale e la nascita di uno stile interpretativo che condizionò tutte le altre orchestre. Il modo con il quale Biagi utilizzava il pianoforte fu talmente di successo che condizionò altri pianisti, compresi Juan Polito e Fulvio Salamanca, i suoi successori al piano quando lasciò l’orchestra D’Arienzo nel 1938. Nel periodo 1935-1938 Biagi realizzò 71 incisioni, diversi tour, esibizioni al Chantecler e partecipazioni alle trasmissioni radiofoniche di LR1 Radio El Mundo.

Il 16 settembre 1938, Rodolfo Biagi debuttò al cabaret Marabú con la sua orchestra, portando avanti un propria personale linea stilistica e reinterpretando, come D’Arienzo, vecchi brani riadattandoli ad una forma più nervosa e pulsante. La partecipazione di Biagi ai programmi di Radio Belgrano gli valsero l’appellativo di “Manos brujas”, lo stesso di un foxtrot di José Maria Aguilar che Rodolfo solitamente suonava all’inizio di ogni esibizione. Con la propria orchestra Biagi diede lustro a diverse voci (tutte maschili), tra le quali Teófilo Ibáñez, Jorge Ortíz, Alberto Echagüe, Alberto Amor e Jorge Saavedra. La fine degli anni ’30 e l’inizio della decade successiva furono periodi di grandi successi; nel 1942 Biagi ottenne un enorme esito nel suo tour in Cile. All’inizio degli anni ’50, l’orchestra di Rodolfo Biagi fu la prima ad apparire nella giovane TV argentina; questa esperienza valse a Biagi la partecipazione come colonna portante nella famosa trasmissione di Radio El Mundo “Glostora Tango Club”.

L’orchestra di Biagi fu popolata da grandi musicisti; oltre allo stesso direttore-pianista si ritrovano i nomi dei bandoneonisti Alfredo Attadía, Miguel Bonano e Ricardo Pedevilla, dei violinisti Marcos Larrosa, Claudio González e Oscar de la Fuente (quest’ultimo fu anche l’arrangiatore di Biagi). Per quanto il maestro diresse molto spesso la propria orchestra seduto al pianoforte, durante le domeniche radiofoniche veniva sostituito dal pianista Carlos Giampé, in modo da poter andare all’ippodromo per scommettere ai cavalli. Altre apparizioni televisive nel programma “Casino Philips” su Canal 13 accrebbero ulteriormente la fame dell’orchestra.

L’ultima performance di Rodolfo Biagi in pubblico è datata 2 agosto 1969, presso l’Hurlingham Club; quarantuno giorni dopo, il 24 settembre 1969, Rodolfo Biagi si spense improvvisamente a Buenos Aires dopo un’improvviso attacco ipotensivo.

Fonti consultate:

  1. Todo Tango – Biography of Rodolfo Biagi by Jorge Palacio
  2. Roberto Daus – La historia del Tango Vol.3
  3. Los Chicos del Tango – Rodolfo Biagi
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