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Ricardo Tanturi “El caballero del Tango” fu pianista, compositore e direttore d’orchestra. Nacque a Buenos Aires, nel quartiere di Barracas, da una famiglia di origine italiana, il 27 gennaio 1905. Inizialmente, all’età di 11 anni, iniziò a studiare violino con il maestro Francisco Alessio, zio del celebre bandoneonista e direttore Enrique Alessio. Fu il fratello Antonio Tanturi, già codirettore e pianista dell’Orquesta Típica Tanturi-Petrone a convincere Ricardo nel lasciare il violino per dedicarsi allo studio del pianoforte, insegnandogli i primi rudimenti. La sua carriera artistica iniziò nel 1924, con alcune partecipazioni a festival di beneficienza ed eventi in club di quartiere, fino ad arrivare davanti ai microfoni di LOY Radio Nacional (successivamente chiamata Belgrano), insieme a suo fratello Antonio.Queste attività non lo distrassero dal conseguire la laurea in Medicina con ottimi voti. Durante il periodo universitario, Tanturi formò alcune orchestre studentesche e conobbe molti dei musicisti che in seguito integreranno il suo conjunto, incluso l’attore Juan Carlos Thorry che sarà, invece, il primo cantante. Nel 1931 o nel 1933 (gli storici discordano su questa data) armò il suo primo Sexteto per esibirsi nei cinema e nei teatri; lo chiamò “Los Indios”, in omaggio ad una celebre squadra argentina di polo. Integranti del Sexteto furono i bandoneonisti Emilio Aguirre e Francisco Ferraro, i violinisti Pibetti e Antonio Arcieri ed il contrabbassista Emilio Méndez, oltre allo stesso Tanturi, direttore seduto al pianoforte. Tanturi mantenne la denominazione de “Los Indios” anche per le successive orchestre che formò, utilizzando come brano di apertura delle sue serate il tema omonimo, Los Indios appunto, di Francisco Canaro. Curiosamente, però, mai registrò tale brano in studio.

Los Indios si esibirono diverse volte nel rinomato Alvear Palace Hotel di Buenos Aires già dal 1934, integrando nuovi musicisti per le esibizioni delle serate estive all’Hotel Casino Carrasco di Montevideo negli anni 1936, 1937 e 1938. Sulla terrazza di quest’ultimo il maestro solitamente apriva la serata con il brano “Carrasco”.

Il battesimo discografico avvenne nel 1937 per l’etichetta Odeón; in questi anni Tanturi conobbe anche Osvaldo Valle, direttore artistico di Radio El Mundo, per la quale il maestro divenne in seguito una colonna portante nella programmazione musicale dell’emittente. Tuttavia il successo arrivò con due anni di ritardo, nel 1939, quando Tanturi integrò Alberto Castillo come cantante. Quest’ultimo divenne presto un’icona per il pubblico: il fascino e l’eleganza virile, l’uso magistrale della voce, la gestualità con la quale interpretava il ruolo di frontman, l’educazione (specializzato in ginecologia), unitamente ad uno stile vocale che alternava momenti interpretativi teneri, spensierati e drammatici, trasformarono ogni tango in uno spettacolo. L’orchestra Tanturi-Castillo era completata da Armando Posadas al piano, Raúl Iglesias, Emilio Aguirre, Francisco Ferraro e Juan Saetone ai bandoneónes, Bernardo Sevilla, Vicente Salerno e Luis Cuervo ai violini, Velázquez al contrabbasso. Con questa formazione Tanturi toccò alte vette di popolarità, almeno fino al 1943 quando Castillo lasciò l’orchestra e venne sostituito da un altra voce non meno importante: l’uruguayano Enrique Campos.

Per quanto entrambi i cantanti svilupparono un approccio comunicativo con il pubblico, lo stile di Campos fu più sobrio e leggero, specchio di una personalità più pacata e melanconica. I temi registrati durante la permanenza di Campos nell’orchestra (dal 4 agosto 1943 fino al 1946) rimangono ad oggi uno dei tesori più preziosi per il tango. L’orchestra di Tanturi seguiva la voce di Campos in modo discreto e preciso, con una perfezione unica. Purtroppo per il maestro, i successi dei binomi con Castillo e Campos non si ripeteranno, nonostante altre notevoli voci vennero scritturate, tra le quali: Roberto Videla e Osvaldo Ribó (dal 1946), Horacio Roca, Elsa Rivas, Juan Carlos Godoy, Alberto Guzmán, Blanca Bassi e Jorge Falcón.

Nel 1949, Ricardo Tanturi sciolse l’orchestra per ricomporla nel 1956 chiamando a sé ancora una volta Armando Posadas al pianoforte, Héctor Gondra, Raúl Iglesias, Juan Saetone, Horacio Perri e Ezequiel Estaban ai bandoneónes, Vicente Salerno, Alberto Taibo, Milo Dojman ed Eduardo Salgado ai violini, Natalio Bernardi al contrabbasso. Nel 1959 si ritirò nuovamente dalla scena, per ritornare con una breve apparizione di pochi mesi nel 1966. Quest’ultimo breve periodo fu l’ultimo della sua carriera, dopo il quale, Tanturi lasciò definitivamente la bacchetta da direttore.

Ricardo Tanturi si spense a Buenos Aires, tre giorni prima del suo sessantottesimo compleanno, il 24 gennaio 1973.

Fonti consultate

  1. Roberto Daus – La historia del Tango vol.3
  2. Todo Tango – Semblanza de Ricardo Tanturi por Julio Nudler
  3. El Litoral – Ricardo Tanturi, el caballero del tango por Manuel Adet
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