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Aída Ada Elsa Falcone, in arte Ada Falcón, nacque a Buenos Aires il 17 agosto 1905. Insieme alle sorelle maggiori, Amanda e Adhelma, fu incoraggiata dalla madre a percorrere la carriera artistica fin dall’infanzia. Il talento innato della Falcón ed il suo percorso pieno di successi e travolgenti episodi extra professionali contribuirono ad immortalarla come mito tra le voci femminili del Tango. Come Carlos Gardel, rapito dalle divinità della musica all’apice della fama per esser trasformato in leggenda, così Ada Falcón si consegnò alla storia con una morte metaforica, allontanandosi dalle scene nel momento di massima popolarità.

Il cammino di cantante iniziò nel 1910, quando alla tenera età di cinque anni, Ada debuttò di fronte al pubblico del Teatro Apolo con l’appellativo de “La Joyita Argentina” cantando tonadas spagnole. Nel 1919 partecipò alla sua prima pellicola, il film muto El festín de los caranchos, insieme a sua sorella Adhelma. Gli impegni artistici della piccola Ada ben presto risultarono di impedimento per gli studi, pertanto la famiglia scelse per una istruzione privata, in casa. Il 15 luglio 1925, già nel fiore della bellezza, Ada arrivò ad incidiere il suo primo brano per la casa discografica Victor, accompagnando l’orchestra di Osvaldo Fresedo. Successivamente, nel 1929 tornò in sala di registrazione con il Trio di Enrique Delfino, prima di essere scritturata da Francisco Canaro, con il quale tesse una relazione professionale, ma anche sentimentale, dal 24 luglio 1929 (è sua la voce dell’estribillo de La morocha) fino al 1938. Nel sodalizio con Canaro, Ada Falcón trovò la sua consacrazione come diva del canto popolare, ma anche il suo fatale destino. Conobbe altri colleghi di fama, con i quali realizzò diversi binomi canori; si accompagnò, per esempio, a Charlo, Angel Ramos, Ernesto Famá, Roberto Fugazot e Agustín Irusta. Tanto fu il successo, che la ragazza assunse totalmente l’atteggiamento ed i capricci tipici delle stelle del cinema statunitense. Era solita girare per la città a bordo di una decappottabile rossa, sfoggiando gioielli e pellicce, vivendo nel quartiere residenziale più prestigioso di Buenos Aires ed incantando gli uomini con i suoi magnetici occhi verdi. Al tempo stesso rifuggì dal contatto con il pubblico, al punto tale che, durante gli ultimi anni della sua carriera, si rifiutò di lavorare nella sala principale di Radio El Mundo, preferendo uno spazio più angusto e riservato, la sala F degli studi dell’emittente, che verrà battezzata come Sala Falcón.

In effetti, la radio fu il grande trampolino di lancio di Ada Falcón; in quel contesto ebbe l’opportunità di lavorare con il Trio Pracánico-Weber-Ramos, ma soprattutto si costruì uno spazio nel cinema sonoro accanto ad un’altra stella dell’epoca, Ignacio Corsini, con il quale partecipò al film Idolos de la Radio, nell’ottobre 1934. Nella stessa pellicola comparvero anche Tita Merello e Dorita Davis, due voci altrettanto grandi del panorama canoro dell’epoca.

Il 28 settembre 1938 segnò per Ada Falcón un punto di svolta nella sua vita. Nel pieno del successo, con gli impresari delle principali etichette discografiche pronti a darsi battaglia per strapparle un contratto, la diva arrogante, eccentrica e vanitosa interruppe il proprio rapporto con Francisco Canaro, all’età di 33 anni, defilandosi lentamente dalla ribalta del palcoscenico. Da quella data, la cantante si isolò progressivamente e si chiuse in se stessa, esasperando la propria eccentricità. Nel 1940 canta ancora sporadicamente, ma pretende di registrare i propri temi celata agli occhi dell’orchestra da una tenda. A volte, per sottrarsi agli ammiratori che la assediano, esce di casa mascherata da vecchina, curva, con una parrucca di pochi capelli bianchi ed un bastone. L’ultima breve parentesi canora fu nel 1942, quando registrò per Stamponi gli ultimi due pezzi, entrambi di Francisco Canaro e di Ivo Pellay: il tango Corazón encadenado ed il vals Viviré con tu recuerdo, che forse non scelse a caso perchè subito dopo scomparve.

Ada Falcón si rifugiò assieme alla madre in un convento di Salsipuedes, in provincia di Córdoba, dove prese i voti ed entrò nella congregazione delle Terziarie Francescane. Vi rimase fino al 4 gennaio 2002, quando un arresto cardiaco la portò via a 96 anni, nel centro geriatrico di Molinari tenuto dalle Sorelle di San Camillo, a cinque chilometri da Cosquìn. I suoi resti furono traslati a Buenos Aires, dove oggi riposa con le altre stelle del Tango nel cimitero della Chacarita.

Fonti consultate:

  1. Roberto Daus – La historia del Tango Vol.2
  2. Todo Tango – Semblanza de Ada Falcón por Néstor Pinzón
  3. Tango Caffé – Ada Falcón (testo di Massimo Di Marco)
  4. Fratefrancesco.org – Ada Falcón: de emperatriz del tango a franciscana seglar
  5. La Nación – Ada Falcón & Francisco Canaro: un amor sin destino
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