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Le voci femminili irrompono nel tango quasi contemporaneamente, come un fulmine a ciel sereno, tra il 1923 ed il 1930. Durante questo periodo la voce del gentil sesso rappresentò un’interessante variante al predominio dei registri maschili. Ada Falcón appartenne alla prima grande generazione di donne che raggiunsero il successo nel tango, ciascuna con il proprio stile e timbro. Sue colleghe furono, ad esempio, Rosita Quiroga, Azucena Maizani, Tita Merello, Mercedes Simone e Tania.Lo stile irripetibile di Ada Falcón derivò da una combinazione di talento innato e studio musicale. Il suo registro vocale si incardina nel mezzosoprano, con punte di soprano nelle note alte. La Falcón enfatizzava leggermente gli accenti vocali con una risonanza dal fondo della bocca o dalla gola, cosa che le donava una certa drammaticità, e la combinò con la sua pretenzione ai gorgheggi lirici per raggiungere un proprio marchio di frabbrica stilistico. A questi accorgimenti tecnici, frutto dello studio, aggiunse un naturale temperamento caratteriale che la portava ad enfatizzare le giuste parole e gli accenti arricchendoli di emotività.

Le sue interpretazioni furono impeccabili, minuziosamente studiate, anche nel dosare le tensioni emotive create dalla sua voce, ponendo attenzione nel rimanere comunque all’interno del rigore interpretativo più stretto. La capacità recitativa di Ada fu un ulteriore talento che mise nel canto e che la avvicinò alla versatilità di un’altra leggenda del Tango canción, Carlos Gardel. Due esempi di perfetta alternanza tra liricità, drammaticità e passionalità espresse dalla Falcón potrebbero essere No mientas e Envidia, entrambe incise con l’orchestra di Francisco Canaro.

Ada Falcón con Orquesta Francisco Canaro – No mientas (1938)

Ada Falcón con Orquesta Francisco Canaro – Envidia (1936)

Eppure il suo repertorio canoro comprese anche espressione ironiche e comiche, anche se furono proprio le sensazioni di forte emozione, di eterno romanticismo e di richiamo verso un melanconico amore perduto che diedero ad Ada Falcón questo inconfondibile colore canoro, un lamento d’amore sempre sospeso tra inferno e paradiso. Non è semplice riassumere la poliedricità di Ada con pochi ascolti. Pietre miliari utili ad inquadrarne lo stile, abbracciando diverse interpretazioni, possono essere Ventarrón, Yira yira, Cascabelito e l’immortale vals Yo no sé qué me han hecho tus ojos.

Ada Falcón con Orquesta Francisco Canaro – Ventarrón (1932)

Ada Falcón con Orquesta Francisco Canaro – Yira, yira (1930)

Ada Falcón con Orquesta Francisco Canaro – Cascabelito (1930)

Ada Falcón con Orquesta Francisco Canaro – Yo no sé qué me han hecho tus ojos (1930)

Fonti consultate

  1. Todo Tango – Biografía de Ada Falcón por Néstor Pinsón
  2. Espacio Latino – Ada Falcón: Una emperatriz del tango que se llamó a silencio, por Julio Nudler
  3. Victrola Tango Club (YouTube Channel) – Documental “Yo no sé que me han hecho tu ojos”
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