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La vita di Ada Falcón fu, senza ombra di dubbio, paragonabile a quella di una star del cinema americano, con i suoi eccessi e stravaganze, il lusso sfrenato ed i capricci caratteristici di chi può aver tutto dalla vita e si lascia ubriacare dal successo. Eppure, la personalità di una delle cantanti più famose del tango argentino è così articolata, che non basterebbe una monografia a sviscerarla in dettaglio. Dai rapporti con la famiglia ed un padre che mai conobbe, alla relazione con Francisco Canaro, fino alla forte religiosità che la accompagnò durante la sua vita e ne segnò il destino.Partendo dalle origini, da prima che Ada divenisse la stella del tango che tutti conosciamo, credo sia importante capire il rapporto che ebbe con le sorelle e con la madre, soprattutto quest’ultima che tanto plasmò la vita di Ada e le relazioni con le altre persone. Come anticipato, Ada non conobbe mai suo padre, Miguel Nazar Anchorena, il quale viaggiò in Francia già malato di cancro per trovarvi la morte prima che lei nascesse. Tale condizione di orfana paterna fece sì che Ada sviluppò un legame fortissimo con la madre, al punto da rimanervi unita per tutta la vita.

Nel 1982, durante un’intervista, la stessa Falcón disse di se stessa e del rapporto con la madre: “en plena juventud tuve riquezas y belleza, tuve una visión maravillosa del Señor y no vacilé un instante en dejarlo todo y recluirme en las sierras con mamita, en un convento franciscano, y vivir con humildad. Desde que nací, dormí junto a mi madre, y su muerte me destrozó“.

Fu anche da questo rapporto che Ada trasse un profondo sentimento religioso, lo stesso che prese il sopravvento quando, profondamente delusa dalle sorti della relazione con Canaro, decise di abbandonare le luci della ribalta e ritirarsi a vita religiosa presso un convento francescano nella provincia di Córdoba. La stampa scandalistica dell’epoca non perdette l’occasione per sottolineare lo stile di vita di Ada e le sue contraddizioni, definendola “puta a los 20, monja a los 40“.

Indubbiamente la relazione con Francisco Canaro fu l’evento più chiacchierato dalla stampa, ma anche quello che segnò le sorti della giovane Falcón.

In quegli anni, alla fine degli anni ’20 e l’inizio degli anni ’30, Ada si sente una diva di Hollywood, acquista un palazzetto a tre piani nella zona più aristocratica di Buenos Aires, ostenta pellicce, gioielli costosissimi, come un anello di brillanti donatole dal marajà di Kapurtala. Possiede una lunga decapotabile rossa che guida un autista in livrea. Ma spesso vuole rimanere sola anche al volante facendosi notare da una società che l’adora e la corteggia, invaghita di quest’artista così vanitosa, qualche volta anche eccentrica, non di rado arrogante. Quando incontrò Canaro subito se ne invaghì, e passò poco tempo perché la cosa non venne corrisposta.

Tra il 1929 ed il 1938 Ada visse un periodo splendido, per la carriera, ma anche in virtù di questa relazione con Canaro. Le cose precipitarono quando lei pretese dal maestro il divorzio dalla moglie, Marta Gessaunme, meglio conosciuta come “La Francesa”. E’ possibile che il musicista fosse anche d’accordo, ma quando il proprio avvocato lo mise al corrente del destino del suo vasto patrimonio (metà sarebbe spettato alla Francesa), sembra che Canaro abbia fatto marcia indietro sul divorzio, proprio per non rinunciare a metà della sua immensa fortuna.

A tal proposito, un’altra storia viene spesso raccontata come aneddoto per spiegare il distacco di Canaro dalla Falcón. L’orchestra sta facendo le prove, durante una pausa Ada è seduta sulle ginocchia di Canaro quando si spalanca la porta della sala. Entra “La Francesa” infuriata, apre la borsetta, impugna una pistola e si avvicina alla coppia. Ada scappa di corsa e qualche giorno dopo manda a don Francisco una lettera:” Io non canterò più per te”. Se non è una lettera d’addio (per il momento), è una lettera di dimissioni. C’è una data, il 28 settembre 1938. Ada si è resa conto che non potrà avere un futuro il suo legame con Canaro. Si chiude in se stessa, riduce la sua attività ed è ancora più eccentrica

In realtà esiste una terza versione, un racconto meno conosciuto dei primi due: si narra che Canaro tradì Ada con la sorella, Adhelma. Come dettaglio si potrebbe citare il fatto che Canaro era solito realizzare annualmente una commedia musicale, e la protagonista femminile di queste rappresentazioni era l’altra Falcón…Adhelma. Dal momento in cui Ada ruppe con Canaro, è risaputo che sospese anche ogni relazione con Adhelma. La curiosa coincidenza lascierebbe qualche dubbio sull’esistenza di qualcosa di vero dietro a questo racconto.

Nel libro autobiografico “Mis memorias” Francisco Canaro ricorda così la giovane cantante: “Ada Falcón è stata una delle più belle delle nostre giovani canzonettiste di prima fila, alla sua epoca. Padrona di una voce calda e ben timbrata e di eccezionali capacità interpretative, sentiva il tango e lo cantava con singolare intonazione e buon gusto, suscitando nel pubblico ammirazione e simpatia. Ancora giovane si è ritirata dalla vita artistica e si è rinchiusa in un convento spinta dalla sua devozione religiosa. Rinunciando per propria scelta alla vita mondana è stato detto che abbia obbedito al proposito di avvicinarsi a Dio. Ecco un prodigio della fede cristiana”.

Sembra che Ada avesse tenuto anche un diario. Molti segreti della sua vita si sarebbero saputi se non fosse sparito. Di sicuro si conoscono le sue sorti finanziarie: negli ultimi anni visse in assoluta povertà. Aveva accusato la Odeon della sua miseria, poiché non avrebbe voluto rieditare i suoi dischi, ma la casa discografica fu diffidata dal farlo dalla stessa cantante con frasi del tipo “Non avete il mio permesso, se lo farete andrete all’inferno…“. Infine, ebbe a dire di un personaggio di cui tace il nome “durante treinta años cobró otra persona todos mis derechos; fue una venganza de una persona muy poderosa que ya murió, que me dijo que me iba a hacer morir de hambre“…si riferiva forse a Francisco Canaro?

Per concludere, la miglior presentazione della “Emperatriz del Tango” venne realizzata nel 2003, quando fu prodotto da Marcelo Céspedes e Carmen Guarini il docufilm “Yo no sé que me han hecho tus ojos“. Diretto da Sergio Wolf e Lorena Muñoz, questo lungo reportage ricostruisce tutta la vita della cantante, fino al suo incontro ed ultima intervista nel convento dove si ritirò fino alla fine dei suoi giorni. Per l’importanza dei contenuti, questo documentario ottenne un premio Cóndor de Plata, un premio Clarín, due riconoscimenti al Festival de Cine de La Habana e altri dal BAFICI come Miglior Documentario 2004.

Fonti consultate

  1. Entre Milongas Blog – ¿Quién era… Ada Falcón?
  2. Tango Caffè – Ada Falcón: storia di una cantante innamorata di Francisco Canaro (a cura di Massimo Di Marco)
  3. Todo Tango – Biografia de Ada Falcón por Néstor Pinsón
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