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Pianista, direttore e compositore, Roberto Firpo fu uno dei primi leader evoluzionisti che il Tango abbia conosciuto, una indiscussa istituzione della Guardia Vieja e dell’intero genere musicale rioplatense. Durante il periodo di sviluppo dell’Orquesta Típica ebbe l’intuizione vincente di introdurre il pianoforte in pianta stabile come strumento conduttore dell’orchestra. Figlio di un umile bottegaio, Don Nicolás, e di Celestina Verdessi, nacque il 10 maggio 1884 a Las Flores, nella provincia bonairense.

Al termine della scuola primaria, Roberto iniziò a lavorare con il padre fin quando non raccolse denaro sufficiente per trasferirsi a Buenos Aires, all’età di 14 anni, con il proposito di dar sfogo alla sua naturale attrazione per la musica e la pittura. Fino al 1903 si prestò a diversi lavori (bottegaio, muratore, fattorino del latte, operaio in un calzaturificio), finché non conobbe un altro operaio che stava imparando a suonare il bandoneón: Juan Deambrogio “Bachicha”. Grazie a lui, venne messo in contatto con il professore di pianoforte Alfredo Bevilacqua. A 19 anni, Firpo lasciò temporaneamente Buenos Aires per lavorare al porto di Bahía Blanca, dove si esibì in un caffè locale. Questo gli permise di raccogliere il denaro sufficiente per comprarsi il primo pianoforte e tornare nella capitale per proseguire i suoi studi musicali con Bevilacqua.

Nel 1907 debuttò nel Café La Marina, a La Boca, in un trio completato da Francisco Postiglione al violino e Juan Carlos Bazán al clarinetto. Con la stessa formazione si esibì anche nella celebre birreria Hansen, a Palermo, per tre pesos a notte ed il permesso di passare con un piattino tra i clienti del locale per chiedere la mancia. Nello stesso anno Firpo scrisse i suoi primi brani, i tanghi “El compinche”, “La chola” e “La gaucha Manuela”. In un altro locale di Palermo, El Velodrómo, il trio proseguì le proprie serate musicali con Bazán pronto a richiamare la clientela suonando un motivetto con il clarinetto. Il risultato fu che molta gente si trasferì da Hansen, svuotandolo, a El Velodrómo; il trio cominciò ad aver successo, il proprietario dello Hansen riformulò un contratto più remunerativo al conjunto di Firpo per strapparlo alla concorrenza, ed il motivetto di Bazán divenne l’introduzione del loro tango “La chiflada”.

Nel 1911 e 1912 Firpo collaborò come pianista per la casa fonografica ERA, accompagnando diversi artisti ed incidendo alcuni assoli di pianoforte e duetti con il violinista Muñecas. Nel 1913 Roberto Firpo armò un altro trio, che nel tempo divenne la sua prima orchestra: al bandoneista Eduardo Arolas ed al chitarrista Leopoldo Ruperto Thompson (prima di passare al contrabbasso), si aggiunsero Tito Roccatagliata al violino e Roque Biafore come secondo bandoneón. Suonando nel Cabaret di Palermo, Firpo strinse amicizia con Gardel e Razzano, un profondo legame che portò Firpo a collaborare con il duo per l’etichetta Odeón. Nel 1916, a Montevideo, eseguì la celebre composizione di Gerardo Hernán Matos Rodríguez, “La Cumparsita”. A tal proposito, questo celebre tango era ancora composto da una pagina con due parti; Firpo, seguendo la moda della Guardia Vieja, aggiunse una terza parte, portando lo spartito alla sua versione definitiva. Anni più tardi lo stesso Firpo si pentì amaramente di non averlo firmato congiuntamente a Rodríguez, visti i milionari diritti d’autore che La Cumparsita maturò nel tempo.

Nel 1914 Firpo fu autore del suo brano più celebre, “Alma de bohemio”, composto per l’omonima opera teatrale su richiesta del geniale attore Florencio Parravicini. Tre anni più tardi, l’orchestra di Firpo raccolse geniali interpreti della musica rioplatense dell’epoca: Eduardo Arolas, Osvaldo Fresedo, Antonio Polito, Juan Deambrogio ed Enrique Di Cicco Minotto (bandoneónes), Francisco Canaro, Agesilao Ferrazzano, David Roccatagliata, Julio Doutry, Alejandro Scotti e Cayetano Puglisi (violini), Juan Carlos Bazán (clarinetto), Alejandro Michetti (clarinetto), Leopoldo Thompson (contrabbasso) e José Martínez al pianoforte duettando con lo stesso Firpo.

Negli anni a venire, fino al 1930, l’orchestra di Firpo riscosse successi in tanti locali della capitale: Armenonville, El tambito, Palais de Glace, Bar Iglesias, L’Abbaye, Teatro Buenos Aires, Teatro Nacional, Salón San Martín (il famoso Rodríguez Peña), Colonia Italiana e molti altri. Poi, improvvisamente, si ritirò dal palcoscenico; la fortuna accumulata Roberto Firpo decise di investirla nella creazione di una azienda agraria. Purtroppo fu una scelta poco felice, che unitamente al tentativo di giocare in Borsa, costò a Firpo gran parte delle sue ricchezze. Da questa sciagurata esperienza, il maestro ne uscì con grande sconforto, tornando per necessità alla direzione di un’orchestra e componendo per l’occasione il tango “Honda tristeza”.

Dal 1933 al 1956, la traiettoria artistica di Firpo lo condusse alla direzione simultanea di diversi piccoli conjuntos, quartetti e quintetti, oltre che alla sua consolidata orchestra, sforzandosi di produrre una sostanziale base discografica per le etichette principali dell’epoca. Altresì lo vediamo partecipare ad alcune pellicole: “Dancing” del 1933, “El cantor del pueblo” del 1948 e “Alma de bohemio” del 1949. Nello stesso periodo collaborò con Juan Cambareri (El Mago del Bandoneón), Octavio Scaglione, Rafael Tuegols, Elvino Vardaro, Pedro Maffia, Gabriel Clausi, Juan Bautista Guido, José Servidio, Horacio Salgán e molti altri musicisti eccellenti del periodo.

Il 14 giugno 1969, a Buenos Aires, la vita marcò l’accordo finale a colui che già era divenuto una gloria vivente del Tango. Roberto Firpo aveva 85 anni.

Fonti consultate

  1. Todo Tango – Biografia de Roberto Firpo por Néstor Pinsón
  2. Roberto Daus – La historia del tango Vol. 2
  3. Investigación Tango – Roberto Firpo: historia de su vida artística. Por Pablo Dario Taboada
  4. Tangos al Bardo blog – Roberto Firpo
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