Edgardo Donato – Lo stile

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Orquesta Donato-Zerrillo

L’evoluzione stilistica di Edgardo Donato e delle orchestre che ha diretto riflette il cambiamento subito dal Tango durante il passaggio dalla Guardia vieja, attraverso la rivoluzione di Juan D’Arienzo, verso la Epoca de Oro. Al passar dei gusti e delle mode dagli anni ’20 agli anni ’50, alcuni elementi si plasmano sulle nuove generazioni, dando vita a nuove forme espressive della musica rioplatense, quindi a differenti approcci interpretativi. Edgardo Donato costruisce il proprio stile attraversando queste decadi di cambiamento, al punto che la proposta musicale della Donato-Zerrillo differisce in modo sostanziale da quelle successive degli anni ’30 e ’40. Continua a leggere

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Edgardo Donato – Discografia

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L’esperienza discografica di Edgardo Donato, come violinista e direttore d’orchestra può essere idealmente suddivisa in due fasi, corrispondenti con le principali formazioni che il maestro dirisse: l’Orquesta Típica Donato-Zerrillo, meglio nota come “Los 9 Ases del Tango” e l’Orquesta Típica Edgardo Donato. Gli esordi coincisero con la fine degli anni ’20, quando la casa discografica Brunswick propose un contratto che portò Donato ad incidere 186 temi fino al 1932, 52 dei quali con Roberto Zerrillo. Dal dicembre del 1932, Donato passò alla Víctor per realizzare 165 incisioni, fino al 1945, dopodiché venne contrattato dalla Pampa, con la quale concluse la propria carriera discografica incidendo 66 temi dal 1950 al 1961. Continua a leggere

Edgardo Donato – Biografia

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edgardo donato

Edgardo Felipe Valerio Donato nacque a Buenos Aires, nel quartiere di San Cristóbal, il 14 aprile 1897, da genitori italiani (Egilda Cafagna ed Ernesto Donato) entrambi musicisti; il padre si dilettò nel violoncello, nel mandolino e nella direzione di un’orchestra da camera. Due degli otto fratelli di Edgardo percorsero il suo stesso cammino nel mondo della musica, Ascanio come violoncellista e compositore, Osvaldo come pianista. Da bambino, a 10 anni, Edgardo si trasferì con la famiglia a Montevideo dove cominciò gli studi presso il conservatorio Franz Liszt, dedicandosi al violino. Continua a leggere

Enrique Rodríguez si presenta

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Enrique Rodriguez

Alcuni estratti di coloro che vissero da vicino Enrique Rodríguez e le sue performance con la Orquesta de todos los ritmos, tanto apprezzata in patria, come nel resto del Sud America. Aneddoti, analisi sullo stile del maestro e dei suoi musicisti, un piccolo excursus di virgolettati in lingua originale per mantenere inalterato il senso delle parole spese nel raccontare il mondo di Rodríguez e la sua musica. Continua a leggere

Enrique Rodríguez – Lo stile

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rodriguez

Fedele prosecutore della linea stilistica di Juan D’Arienzo ed Edgardo Donato, votato ad un tango tradizionale, dinamico e ritmato, Enrique Rodríguez si contraddistinse per uno spiccato eclettismo nel proporre un ventaglio di proposte musicali molto ampio, al punto di far meritare alla propria orchestra il titolo di “Orquesta de todos los ritmos”. A tale scopo introdusse strumenti non convenzionali, proponendo brani con richiami all’allegria o al romanticismo. Le sue scelte vennero sempre accolte con piacere dai ballerini, non solo in terra patria ma anche nel resto de Sud America, mentre incontrò forti perplessità da parte della corrente avanguardista ed evoluzionista del tango.

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Enrique Rodríguez – Discografia

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La carriera discografica di Enrique Rodríguez fu legata strettamente alla casa discografica Odeón, con la quale realizzò la quasi totalità delle sue incisioni, dal 1937 al 1971, anno del suo ritiro dalle scene. Eppure il debutto di Rodríguez avvenne con un disco prodotto dall’etichetta Chile, una settimana prima del passaggio alla Odeón, il 3 novembre 1937. I brani furono Anita Lizana Ilusion, rispettivamente un vals ed un foxtrot, a conferma di un’orchestra di “todos los ritmos”. Rodríguez realizzò 353 incisioni, molte delle quali con l’accompagnamento del cantante. Continua a leggere

Enrique Rodríguez – Biografia

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enrique rodriguez

Aquilino Enrique Rodríguez Ruiz nacque a Buenos Aires l’8 marzo 1901, sebbene alcune biografie riportino la città di La Plata come luogo di nascita. Per molto tempo usò lo pseudonimo di Luis María Meca durante il suo percorso artistico di bandoneonista, direttore e compositore. Mosse i primi passi accompagnando in un duo pianoforte-bandoneón le pellicole dei film muti trasmessi nelle sale cinematografiche del quartiere Flores, tra le quali il Cine Teatro Pueyrredón.  Continua a leggere

Pedro Laurenz si presenta

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Il vissuto artistico di Pedro Laurenz lo portò fin da giovane a frequentare le grandi personalità del tango argentino, le stesse che fecero la storia di questa cultura. Parliamo di eccellenze del calibro di Carlos Gardel, che incontrò sul set del film Luces de Buenos Aires, e Julio De Caro, per il quale suonò nell’omonimo Sexteto. Tante esperienze condite da viaggi e tournée per il mondo arricchirono la vita di Laurenz fino all’apice del successo. Una vita per il tango che ripercorriamo attraverso le sue parole.

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Pedro Laurenz – Lo stile

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Le caratteristiche stilistiche del bandoneonista Pedro Laurenz si possono ritrovare per intero nel modello di orchestra che concepì, una volta allontanatosi dal Sexteto di Julio De Caro, e nei musicisti che parteciparono a renderla una preziosa espressione del tango della Epoca de Oro. Il conjunto di Laurenz proseguì la linea evoluzionista di stampo decareano, eseguendo brani con un tempo più rapido rispetto al Sexteto De Caro, senza però raggiungere le velocità imposte dall’energico D’Arienzo. La firma del maestro si può ascoltare in molti brani che registrò, dove il suono del suo bandoneón spicca per brillantezza e virtuosismo. Continua a leggere

Pedro Laurenz – Discografia

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La storia discografica di Pedro Laurenz iniziò quando ancora faceva parte del Sexteto di Julio De Caro, nel 1925, insieme al compagno Pedro Maffia con il quale formò un leggendario duo di bandoneónes. I brani Julián e Buen amigo segnarono il primo punto di una serie di incisioni per la Víctor, che si interruppe nel 1926 con un disco dove Laurenz si presentò in coppia con un altro suo collega, Armando Blasco; la collaborazione con la stessa casa discografica riprese nel 1937, fino al 1943, quando Laurenz passò alla Odeón, per rimanervi quattro anni. Concluse la carriera con le etichette Pampa e Microfón, incidendo un totale di 94 temi.

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