Ignacio Corsini – Lo stile

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Ignacio Corsini fu una delle grandi voci della canzone popolare argentina, un artista ispirato ed un tenore dal talento cristallino che lasciò incisi patrimoni immortali della canzone criolla in una preziosa discografia più che trentennale. Il suo stile fu semplicemente naturale, ispirato dai cantori del popolo e senza le interferenze di un canto strutturato attraverso studi di conservatorio. Sebbene Carlos Gardel e Agustín Magaldi vengano ricordati con più frequenza, Ignacio Corsini fu una figura centrale degli anni ’20 e ’30, formando con essi il terzetto maschile di voci fondamentali del canto popolare. Continua a leggere

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Ignacio Corsini – Discografia

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El Caballero Cantor fu una delle punte di diamante della casa discografica Odeón, la quale dovette le sue fortune in terra Argentina grazie ad un team di personaggi di successo, tra i quali lo stesso Ignacio Corsini, Carlos Gardel, Francisco Canaro e Roberto Firpo. Eppure, Corsini produsse le sue prime incisioni per la rivale Víctor (20 temi), durante le decade del ’10, prima di dedicare la sua intera carriera discografica alla Odeón. In questo articolo è riportata una discografia di 684 temi, da considerare ancora incompleta perché oggetto di continui aggiornamenti ed indagini. Continua a leggere

Ignacio Corsini – Biografia

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Andrea Ignazio Corsini, meglio conosciuto come Ignacio Corsini, El Caballero Cantor, nacque il 13 febbraio 1891 a Troina, un piccolo paese dell’entroterra siciliano in provincia di Enna, da Socorro (Soccorso) Salomone ed un Corsini che mai conobbe. Nonostante le origini meridionali, il cognome rivela una discendenza dal nord Italia, impressa nei capelli biondi e negli occhi azzurri del giovane Ignazio. I suoi primi anni di vita trascorsi in Italia sono poco noti; si sa, invece, che arrivò a Buenos Aires con sua madre nel 1896 durante uno dei tanti viaggi della speranza degli italiani verso una nuova vita.

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Ángel D’Agostino si presenta

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Le parole di un grande porteño, questo fu Ángel D’Agostino, interprete nella vita e nella musica dello spirito sensibile e nostalgico di Buenos Aires, descrivono con chiarezza e coerenza il suo ideale milonguero che trasmise in ogni brano che interpretò, guadagnandosi il rispetto e l’ammirazione di generazioni di tangueri. Seguendolo attraverso le sue dichiarazioni, è facile avere un quadro della personalità e dei pensieri che il maestro ebbe sul tango, la vita e la sua città natale. Continua a leggere

Ángel D’Agostino – Lo stile

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Il milonguero Ángel D’Agostino non ebbe il riconoscimento musicale come le orchestre di Aníbal Troilo, Osvaldo Fresedo o Carlos Di Sarli, né generò un fenomeno popolare come fece Juan D’Arienzo, eppure le generazioni di ballerini e musicisti, dal 1940 in poi, non smisero mai di rispettarlo ed ammirarlo per il contributo che la sua orchestra diede al tango della Epoca de Oro. Un apporto che si potrebbe sintetizzare con una frase: la magia del tango attraverso la semplicità ed il buon gusto. Continua a leggere

Ángel D’Agostino – Discografia

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L’Orquesta Típica Ángel D’Agostino partecipò a rendere indimenticabile il periodo della Epoca de Oro per il tango, sviluppando la propria produzione discografia, con continuità, dal 13 novembre 1940 (No aflojés e Muchacho) al 10 giugno 1947, procedendo poi con alcuni intervalli fino al 20 maggio 1963, data dell’ultimo 78 giri con i tanghi Mi chiquita e Yo te canto Buenos Aires. Salvo una parentesi di 4 brani per l’etichetta SVELT, D’Agostino si legò unicamente alla RCA Victor, registrando un totale di 143 temi. Continua a leggere

Ángel D’Agostino – Biografia

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Pianista, compositore e direttore, Ángel Domingo Emilio D’Agostino nacque il 25 maggio 1900 a Buenos Aires, nella calle Moreno tra Virrey Ceballos y Solís, al civico 1626. Il contesto familiare nel quale visse fin da bambino fu sempre devoto alla musica; il padre e gli zii erano dei musicisti, anche se non professionisti, ed il pianoforte in casa loro non smetteva mai di suonare. Altri personaggi del tango del primo Novecento frequentarono la casa dei D’Agostino, come Manuel Arótzegui e Adolfo Bevilacqua, suonando il tango Independencia anni prima della pubblicazione avvenuta nel 1910. Ángel inizò l’avvicinamento al pianoforte a 6 anni e già dopo due anni di lezioni private potè avvalersi di un discreto repertorio di musica classica. Continua a leggere

Roberto Firpo si presenta

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Il ruolo che Roberto Firpo ebbe all’interno del movimento evoluzionista del tango lo portò ad essere uno dei riferimenti assoluti agli inizi del secolo scorso. Questa centralità della figura di Firpo è testimoniata dai tanti personaggi che il maestro frequentò, con i quali ebbe rapporti di collaborazione, farciti anche da aneddoti simpatici. Parliamo di icone del tango, dal duo Carlos Gardel-José Razzano, a Gerardo Hernán Matos Rodríguez, da Francisco Canaro a Tito Roccatagliata o Juan Deambrogio Bachicha, tanto per fare alcuni nomi. Continua a leggere

Roberto Firpo – Lo stile

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La produzione musicale di Roberto Firpo fu una delle colonne portanti della Guardia vieja e le sue intuizioni stilistiche segnarono la storia del tango argentino dagli inizi del Novecento. Il contributo più significativo fu, senza dubbio, la diffusione del pianoforte come elemento inseparabile dell’Orquesta Típica; di sicuro Firpo non fu l’unico in questo, ma investigare chi, per primo, ebbe l’intuizione di inserire il pianoforte è un argomento che non troverà mai una risposta definitiva, essendo il tango una creazione musicale collettiva dove spesso si osserva una convergenza di intuizioni ad opera di più musicisti. Continua a leggere

Roberto Firpo – Discografia

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La produzione discografica di Roberto Firpo fu davvero immensa, comparabile solo a quella di Francisco Canaro per numero di incisioni, in un periodo compreso tra il 1912 ed il 1959. Tra le registrazioni acustiche e quelle elettriche si stimano circa 3000 temi, la maggior parte eseguite per la Odeón. Tuttavia, è molto probabile che molti altri brani non siano mai stati riportati su disco; questo rende l’opera di Firpo ancora più imponente e lo colloca tra i padri fondatori delle fortune discografiche della famosa Odeón, insieme agli altri pilastri rappresentati da Francisco Canaro e Carlos Gardel. Continua a leggere