Rodolfo Biagi si presenta

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La figura di Rodolfo Biagi, Manos brujas, ebbe un impatto notevole nella definizione dello stile di Juan D’Arienzo, caratterizzandone l’impronta che contribuì a considerare quest’ultimo come Rey del Compás. Basterebbe questo per fornire un biglietto da visita al famoso pianista di San Telmo. Invece, in questo spazio proverò a fornire un contributo più ampio, attraverso le parole di alcuni autorevoli artisti che frequentarono Biagi da vicino, in aggiunta ad un estratto di un’intervista rilasciata nel 1960 dallo stesso maestro e disponibile in versione integrale sul sito di Todo Tango. Continua a leggere

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Rodolfo Biagi – Lo stile

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Sviluppare uno stile inconfondibile, che attraversi i decenni, all’interno di una modalità musicale apparentemente semplice, non è una prerogativa di tutti. Rodolfo Biagi e le sue mani magiche sono la dimostrazione che tali vette espressive si possono raggiungere solo con il talento cristallino. La prova sta nel fatto che il suo pianoforte e la sua impronta sono facilmente riconoscibili, inequivocabili, come un marchio di fabbrica che non ammette imitazioni. La storia del tango ci confessa che fu proprio Biagi a favorire la fortuna di Juan D’Arienzo, quando venne integrato nell’orchestra del Rey del Compás, proponendo il suo stile nervoso e ritmico che calamitò l’attenzione dei ballerini. Continua a leggere

Rodolfo Biagi – Discografia

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Molti apprezzati temi compongono la discografia di Rodolfo Biagi “Manos brujas”. Rispetto ad altri autorevoli maestri, la produzione di Biagi è distribuita in modo eterogeneo lungo il proprio percorso artistico, comprendendo un totale di 189 temi registrati per diverse case discografiche. Le prime due incisioni risalgono al 1927 per la RCA Victor, Cruz diablo El carretón, alle quali segue un periodo di inattività in studio, che va riprendendo undici anni dopo, nel 1938. Questo intervallo coincide sostanzialmente con la partecipazione di Biagi all’orchestra di Juan D’Arienzo, anch’esso legato alla Victor. Continua a leggere

Rodolfo Biagi – Biografia

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Pianista, direttore e compositore, Rodolfo Biagi nacque a Buenos Aires, nel quartiere di San Telmo, il 14 marzo 1906. Terminati gli studi primari, decise di dedicare la sua vita alla musica, in particolare al violino. I genitori, contrari a tale iniziativa, gli proposero un patto: l’acquisto dello strumento in cambio della sua continuazione negli studi con l’iscrizione alla Escuela Normal de Profesores Mariano Acosta. Rodolfo, scelse di iscriversi al conservatorio de La Prensa, dove scoprì la sua vera vocazione, il pianoforte. Continua a leggere

Alfredo De Angelis si presenta

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Non esiste presentazione di Alfredo De Angelis migliore di quella che la figlia Isabel riporta nel suo libro Alfredo De Angelis. El fenómeno Social. Per non ricorrere ad una serie di estratti e traduzioni da quello che, sicuramente, rappresenta il riferimento più autorevole, riporto di seguito un paio di episodi: il primo riguarda la nascita di Pavadita, un grande successo musicale per De Angelis; il secondo interessa la fine dell’orchestra, la quale fu condizionata, secondo il parere di Oscar del Priore, dalla onnipresenza proprio della figlia di De Angelis. Per concludere, riporto un estratto audio della trasmissione El Buzón Carmín, dove è possibile ascoltare la voce del maestro ed alcuni suoi brani celebri. Continua a leggere

Alfredo De Angelis – Lo stile

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Dopo l’irruzione del ritmo audace e vertiginoso di Juan D’Arienzo, la decade del ’40 si aprì con una pletora di orchestre e cantanti concentrati a produrre musica per ballare, rianimando i locali e coinvolgendo tutte le generazioni di ballerini. L’orchestra di Alfredo De Angelis si pose in questo contesto come una delle formazioni più efficaci nel favorire il rinascimento del “dos por cuatro”, dedicandosi ad enfatizzare l’accento delle proprie interpretazioni musicali verso il ballo. Continua a leggere

Alfredo De Angelis – Discografia

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L’esperienza discografica di Alfredo De Angelis è strettamente legata alle fortune dell’etichetta Odeón, con la quale il maestro realizzò una lunga collaborazione. La prima incisione risale al 23 luglio 1943, con i brani Marioneta Qué buena es, tanghi cantati rispettivamente da Floral Ruiz e Julio Martel. A questo primo disco di pasta a 78 giri seguirono altre 485 registrazioni effettuate fino al 21 gennaio 1977, per un totale di 34 anni di contratto Odeón. Eppure la storia discografica di De Angelis si protrasse fino al 1985, per un totale di 554 temi, compresi alcuni pezzi radiofonici. Analizziamo la carriera del maestro ricostruita in ordine cronologico.

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Alfredo De Angelis – Biografia

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Alfredo De Angelis fu pianista, compositore e direttore. Nacque il 2 novembre 1912 ad Adrogué, nel sud della Provincia di Buenos Aires da Virgilio De Angelis e Ana Techi. Il padre era fratellastro del gran pianista e compositore Samuel Castriota, per questo motivo il giovane Alfredo conobbe, fin dall’infanzia, personaggi importanti della musica rioplatense come Pascual Contursi, Belisario Roldán, José Ricardo, José Razzano e Carlos Gardel. All’età di 10 anni iniziò i suoi studi musicali presso la scuola primari a del collegio N.1 di Adrogué, dedicandosi al bandoneón con il maestro Guillermo Olson. Continua a leggere

Miguel Caló si presenta

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Scopriamo chi fu Miguel Caló, geniale maestro che seppe raccogliere il meglio della gioventù musicale degli anni ’40 e formare l’unica Orquesta de Las Estrellas conosciuta nel tango. Della personalità del maestro si può intuire qualcosa attraverso le parole di chi ha lavorato con lui, e tramite qualche aneddoto che ci svela retroscena curiosi sulle dinamiche che coinvolgevano le orchestre dell’epoca. In questo articolo sono raccolte testimonianze e piccoli racconti relativi al periodo della Orquesta de Las Estrellas, durante gli anni di maggior successo di Miguel Caló. Continua a leggere

Miguel Caló – Lo stile

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Nella storia artistica di Miguel Caló si possono distinguere due tappe principali, ben distinte, che rivelano la sua evoluzione musicale e le grandi doti da direttore d’orchestra. Il suo processo di maturazione iniziò alla fine degli anni ’20, per consolidarsi nella decade successiva. La prima tappa iniziò con l’orchestra che il maestro diresse a partire dal 1934; gli esperimenti precedenti a questa data lasciarono, di fatto, un segno debole nella maturazione stilistica di Caló. Lo stile che impresse, invece, alle sue esecuzioni dalla metà degli anni ’30 fu molto vicino a quello di Osvaldo Fresedo, con delle sonorità prossime a quelle di Carlos Di Sarli. Continua a leggere